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31 mar 2011

Rimini - 2 Aprile 2011 Giornata di mobilitazione nazionale

Contro la guerra per il disarmo 

Contro la detenzione e i Cie per la libertà di circolazione 

per l’accoglienza e la protezione umanitaria di tutti i migrantidei migranti






Presidio cittadino in P.zza Cavour Rimini 
dalle ore 18.00
Le persone, le organizzazioni e le associazioni che anche a Rimini in questi giorni hanno sentito la necessità, attraverso appelli, prese di posizioni e promozione di iniziative, di levare la propria voce
  • Contro la guerra e la cultura della guerra
  • Per sostenere le rivoluzioni e le lotte per la libertà e la democrazia dei popoli mediterranei e dei paesi arabi
  • Per l'accoglienza e la protezione dei profughi e dei migranti
  • Contro le dittature, i regimi, le occupazioni militari, le repressioni in corso,
  • Per il disarmo, un'economia ed una società giusta e sostenibile
Chiediamo
lo stop ai bombardamenti e il cessate il fuoco in Libia per fermare la guerra, la repressione ed aprire la strada a una soluzione politica coerentemente democratica.
Chiediamo
  • lo svuotamento immediato dell’isola prigione di Lampedusa
  • un programma vero di accoglienza e il riconoscimento della protezione per i migranti in fuga dal Maghreb
  • libertà di circolazione dei migranti in Europa contro la detenzione e i centri di detenzione (Cie)
IL 2 APRILE 2011 SARÀ UNA GRANDE GIORNATA DI MOBILITAZIONE E PARTECIPAZIONE ATTIVA anche a RIMINI.
A partire da quella data ci impegniamo a dar vita ad un percorso diffuso sul territorio di mobilitazioni, iniziative, informazione, assemblee, incontri e solidarietà con i movimenti dei paesi arabi.
Prime adesioni:
Laboratorio Paz Project e Campagna WELCOME per la libertà di scelta
Casa della Pace
Collettivo Studenti Riminesi
Riminesi Globali Contro il Razzismo
GrottaRossa S.p.a.
ANPI Rimini
Sinistra Ecologia Libertà
Federazione della Sinistra
Banda dei Disertori
Lista Fare Comune

2 dic 2010

Rimini - Casa della Pace Open lab. Novembre e Dicembre 2010

Casa della Pace Open lab. è un nuovo laboratorio e spazio pubblico di incontro e discussione per la produzione e pratica del comune all'interno della Campagna Salviamo la Casa della Pace. Aquì estamos!

Perché Casa della Pace Open lab? 
La crisi si manifesta in molte forme e declinazioni, sia sul terreno della riduzione effettiva della cittadinanza, sia sul piano dell'attacco all'universalità dei diritti. 
La Casa della pace per la sua storia ma soprattutto per il presente che la caratterizza e per le soggettività che oggi la attraversano, rappresenta un nodo territoriale moltitudinario contro la crisi oltre che uno spazio per l'organizzazione delle forme di “resistenza” e produzione del comune che si oppongono alla violenza del comando (migranti, studenti, donne, lavoratori ecc...).
Ecco perché abbiamo pensato a questo laboratorio e a questa programmazione di eventi che provino a valorizzare e declinare sul piano locale una serie di suggestioni e appuntamenti che siano capaci di parlare della crisi climatica, sociale ed economica, ma anche di dare centralità alla pratica del comune, ovvero alla crescita indefinita del nostro desiderio di libertà, di giustizia, d’indipendenza dai rapporti di dominio e dalla logica di sfruttamento  che la crisi produce e governa.
Casa della Pace Open lab. è anche un laboratorio di ri-progettazione e di ri-utilizzo degli spazi della Casa della pace, nell'ottica dell'autorecupero e della valorizzazione della struttura, collocata nel centro storico della città.
Calendario Open lab:
Venerdì 12 novembre dalle ore 17.00
Inaugurazione Casa della pace Open lab.
Verso la manifestazione regionale antirazzista del 13 novembre @Bologna
Aperitivo - dj set hip hop - Street Art a cura del Lab. Graffiti di Casa Pomposa A seguire proiezione della video inchiesta Video box 2.0 - Ispirazioni urbane "Un muro contro l’indifferenza" - Una sperimentazione di video-inchiesta fra le giovani generazioni riminesi sul tema del razzismo e dell'immigrazione.
Venerdì 19 novembre ore 21.00
Assemblea sul sapere come bene comune.
Saranno presenti realtà dei collettivi studenteschi regionali e di Bartleby Bologna.
Racconto video delle lotte a difesa del sapere e della formazione.

Gli ultimi due appuntamenti sono stati rimandati, per il sovrapporsi di impegni e scadenze nazionali di movimento.

Info:
lab.paz@gmail.com - ass.rumorisinistri@gmail.com
http://salviamolacasadellapace.blogspot.com/
tel. 0541 50550 – 339 7688990
Flyer Fronte e Retro

26 mag 2010

Rimini - La Casa della pace sotto sfratto una storia già vista? tratto da Global Project


Nota a margine di una frequentatrice sulle esternazioni dell'Assessore alla cultura Antonella Beltrami
26 / 5 / 2010
Una storia già vista quello che sta accadendo con lo sgombero della casa della pace, come rievocato dall'Assessore alla cultura nei giornali di oggi?
Intanto è evidente che non si tratterà di uno sfratto ma dello sgombero di una realtà aggregativa e sociale che pratica, nella quotidianità, percorsi per la costruzione del comune a partire dalle differenze.
E' per questa ragione che nei giornali di oggi si rievoca la vicenda del Paz, perchè facile per costruirci intorno, politicamente e mediaticamente, un discorso; un discorso strettamente legato al unico tema che l'amministrazione comunale continua a sbandierare quando si trova di fronte a qualcosa di nuovo e di potente in termini di esperienze, risorse, energie, capacità quello del rispetto della legalità.
In un epoca di crisi in cui i bisogni dei cittadini, delle fasce meno abbienti aumentano; in un epoca in cui si spendono 350.000€ per far cantare Max Pezzali (883) al triste capodanno riminese; in un epoca in cui si taglia su tutto anche sui bilanci del sociale, il problema sono le 2 forse 3 utenze della Casa della Pace. Un luogo in cui tutti, ma proprio tutti i servizi, sono gratuiti, dall'uso di internet, al fax, dall'uso delle sale, alla scuola di italiano per migranti.
Dal dicembre 2009 la Casa della Pace non ha più una convenzione con il Comune di Rimini, la convenzione non è stata rinnovata perchè l'Assessorato alla cultura, sic!, vuole rientrare in possesso dello stabile per realizzare all'interno un book shop e aule didattiche.
Peccato che proprio in questi giorni è evidente una ferita enorme, troppo enorme per non essere vista. Parte dell'alta recinzione della struttura è stata demolita per fare spazio ad un cancello che servirà come ingresso estivo di un ristorante collocato in via Tonini che potrà così usufruire del bel giardino della Casa della Pace.
Evidentemente per l'Assessorato alla cultura, il business di un ristorante è più importante di una progettualità molteplice e rizomatica che si da continuamente, instancabilmente, quotidianamente in uno spazio sociale e culturale che si occupa dell'alfabetizzazione di circa 700 cittadini migranti, con un servizio di archivio storico, quello Maritain, tra più importanti in Italia, di una biblioteca libertaria, di uno sportello migranti gratuito e accessibile da tutti, di tematiche di genere.
Una storia già vista, vogliono raccontarla così, perchè più semplice agitare gli spettri di un triste epilogo come la vicenda del Paz.
Ma forse sarebbe bene, per chi rischia come la Casa della pace di essere sgomberato, leggere il presente non con la lente rarefatta del passato, ma in maniera disomogenea e nuova.
C'è un piano molteplice dentro il quale intervenire e dentro il quale, forse è ancora possibile agire, per difendere un bene comune.
La sfida ora è questa, ed è una sfida che le realtà aderenti alla Casa della Pace devono saper cogliere non tanto per difendere i loro spazi, già ridotti a poche sale, ma per rilanciare un piano di progettualità ed interventi che parlino di libertà, di indipendenza, di autonomia, di soggettività e percorsi senza storia per costruire magari qualcosa di nuovo...
Non è in gioco solo uno spazio fisico, qui è in gioco una possibilità, quella possibilità e magia che tutti i giorni si crea e ricrea in maniera enzimatica dentro quelle mura.
Attendiamo di vedere se ci sarà questa capacità, o se la ferita di una cancellata aperta segnerà già l'epilogo di questa storia.

25 mar 2010

Venerdì 26 marzo: C o n f e r e n z a S t a m p a SALVIAMO LA CASA DELLA PACE DI RIMINI


C o n f e r e n z a S t a m p a



SALVIAMO LA CASA DELLA PACE DI RIMINI


Dopo gli avvenimenti degli ultimi mesi, con l’annunciato sfratto della Casa della Pace da parte dell’amministrazione comunale di Rimini, venerdì 26 marzo alle ore 12, presso la sede della Casa della Pace, della Solidarietà e dei Diritti Umani, in via Tonini 5 a Rimini, è indetta una CONFERENZA STAMPA.

Saranno presenti il coordinatore della Casa della Pace Gianni Ceccarelli e i rappresentati di alcune associazioni culturali e di volontariato che fanno capo alla Casa (Istituto Gramsci, Istituto di Scienze dell’Uomo, Mani Tese, Arcobaleno, Rumori Sinistri, Coordinamento Donne Rimini e altre ancora).

Ai giornalisti saranno presentati i risultati delle iniziative di solidarietà contro lo sfratto sorte spontaneamente in questi mesi – una vera mobilitazione cittadina – e verranno illustrate le attività della Casa e delle associazioni.

La Casa della Pace è una realtà complessa e articolata, che con le sue multiformi attività coinvolge centinaia e centinaia di cittadini e si inserisce a pieno titolo all’interno del complesso museale riminese: il suo eventuale spostamento riguarda dunque tutta la città. Non si può pensare di spostare e smembrare un patrimonio archivistico e di culture così radicato senza un preciso progetto che riguardi il futuro della città, le sue articolazioni culturali, gli spazi per l’associazionismo e un centro storico sempre più abbandonato.

A queste domande le associazioni che fanno capo alla Casa della Pace non hanno ancora trovato risposte e le chiederanno all’amministrazione comunale.

LA STAMPA E’ INVITATA

7 feb 2010

Appello pubblico contro lo sfratto della Casa della pace

LA CASA DELLA PACE: un patrimonio culturale e sociale della città

Per adesioni: coordinamentocasadellapace@gmail.com

Le associazioni culturali e sociali, che animano lo spazio denominato “Casa della Pace”, sito in via Tonini ,n. 5 a Rimini (ex palazzina mostre ), si sono riunite in assemblea per rispondere alla decisione manifestata dall’Amministrazione Comunale di destinare questo stabile ad “aule di turismo scolastico” e al conseguente “sfratto”, e hanno valutato le proposte (per altro ancora molto vaghe), avanzate dalla suddetta Amministrazione relativamente ad un eventuale trasferimento del patrimonio ospitato in questo edificio: non solo l’ archivio e la biblioteca del Maritain, che si è arricchita negli anni, ma anche le attività culturali e interculturali, le attività associative e sociali che vi si svolgono e che fanno di questo spazio un luogo di incontro, dialogo e interazione tra generazioni, esperienze, culture diverse: la Casa della pace è una Casa delle Culture.

Prendendo atto che la volontà dell’Amministrazione comunale sottende un disconoscimento e una svalutazione di questo patrimonio culturale, che appartiene a pieno titolo alla città di Rimini e alla sua storia, l’assemblea ribadisce i capisaldi su cui poggia questa Casa delle Culture:

1) la Casa della Pace nasce nei primi anni novanta per iniziativa di un gruppo storico di associazioni impegnate da sempre sui temi della pace,della solidarietà internazionale e dei diritti umani ( Italia-Nicaragua, Mani Tese, Amnesty International, Pacha Mama, Istituto di Scienze dell’Uomo, Arci, Fondazione Zoebeli, Rete Radiè Resh, Educaid, ecc) trovando accoglienza e sostegno da parte della Amministrazione Comunale di allora, che riconoscendo il valore culturale alla loro attività concede questo spazio- casa delle Associazioni. La 1° guerra del Golfo ed il primo cinquecentenario della conquista della’ America Latina sono i due episodi che in quegli anni mobilitano associazioni e singoli cittadini ad un rinnovato impegno terzomondista e internazionalista, dopo la stasi degli anni ottanta.

Forte è stato l’impatto sulla città, che ha visto una più intensa partecipazione alle iniziative della Tavola della Pace di Perugia (Marcia della Pace Perugia/Assisi, Forum dei Popoli), la presenza sul nostro territorio di testimoni esemplari in rappresentanza di tanti popoli oppressi; il sostegno a progetti di cooperazione internazionale in collaborazione con gli Enti Locali; l’avvio di progetti di “educazione alla pace” nelle scuole e di coscientizzazione dell’intera cittadinanza attraverso iniziative pubbliche (Equamente ed Interazioni) sui temi del rapporto tra Nord e Sud del Mondo e del dialogo interculturale ancora oggi attivi.

2) fin dalla sua nascita la Casa della Pace è stata pensata come una realtà aperta, capace di dare spazio a tutte quelle esperienze che erano in sintonia con l’ispirazione originaria. Così la Casa della Pace, a partire dalla metà degli anni novanta, diventa anche il luogo in cui le associazioni degli immigrati (Arcobaleno, Etnos, Speranza Ucraina, Immigrati Mondo, Ivoire Club, Immigrati tunisini, gruppo bambini della Moschea, ecc), che stanno nascendo trovano accoglienza e spazio per dar vita ad importanti iniziative sul cammino dell’integrazione. Nasce così la prima scuola di alfabetizzazione linguistica della Provincia di Rimini, che ancora oggi ospita ogni anno più di seicento allievi; viene sperimentato il “Forum degli immigrati”, prima esperienza di rappresentanza diretta degli immigrati; vengono avviati progetti interculturali e di approfondimento dei percorsi di integrazione, che vedono la partecipazione attiva di immigrati e cittadini riminesi. Contemporaneamente la Casa della Pace diventa uno spazio fruibile da tante associazioni di carattere politico/culturale (la Biblioteca “Libertad”, Rumori Sinistri, il Coordinamento donne, il CIDI, l’Istituto Gramsci, L’UAAR, RiminiLabs, ecc.) colmando di fatto una carenza presente nella città: è questo l’unico spazio disponibile per l’autorganizzazione dell’associazionismo di carattere più culturale.

3) in tale contesto un ruolo particolare viene giocato dall’associazione Istituto di Scienze dell’Uomo, non solo perché intestataria della convenzione con il Comune per la gestione dell’immobile ma soprattutto perché la sua iniziativa rappresenta quel filo rosso che attraversa e connette tutte queste esperienze. Questa associazione rappresenta una delle istituzioni culturali private più antiche attualmente attive nella città; nasce infatti all’inizio degli anni sessanta con la denominazione di Circolo Culturale J: Maritain, caratterizzandosi a cavallo tra gli anni sessanta e settanta per essere un punto di riferimento nazionale nell’ambito della lotte sociali ed ecclesiali di quegli anni ( Gruppi spontanei, Cristiani per il socialismo, Comunità di base, ecc.). Di questa stagione, presso l’associazione è conservato un ampio patrimonio documentario per certi versi unico in Italia. Negli anni successivi questa esperienza si rivela capace di intercettare quanto di più dinamico si muove nella società riminese aprendo la propria sede alle esperienze più diverse (collettivi di studenti ed insegnanti, comitati per la difesa dei diritti civili, coordinamenti pacifisti, movimenti delle donne ,ecc): si determina così un mix quanto mai originale e proficuo. Negli anni ottanta il Maritain si trasforma in Istituto di Scienze dell’Uomo, che mantenendo l’ispirazione originaria, coniuga la propria azione con le nuove domande che vengono da una società in evoluzione : agli inizi degli anni novanta è tra i soci fondatori della Casa della Pace portando in questa esperienza collettiva un proprio contributo originale soprattutto nel campo dell’incontro con le altre culture. Un’espressione di questa vocazione interculturale è l’istituzione di un Master in “Studi orientali e comparativi” unico in Italia, un’altra è l’avvio di un laboratorio di “scrittura autobiografica” con donne immigrate.

4) in conclusione la Casa della Pace non è stata soltanto un luogo fisico in cui hanno trovato spazio tante diverse associazioni (fatto già di per sé importante), essa rappresenta un grande laboratorio capace di costruire una progettualità comune, che va oltre le esperienze delle singole associazioni, pure estremamente importanti. Lavorare insieme all’interno di un medesimo spazio è oggi, come ieri, una carta vincente, capace di determinare nella città un impatto culturale e sociale estremamente rilevante. La presenza di esperienze e culture diverse, va perciò assolutamente valorizzata e conservata. E’ riduttivo e miope pensare che l’insegnamento di italiano per stranieri sia un problema sociale, come fa l’Amministrazione comunale; le attività per e con i migranti che si svolgono nella Casa della Pace sono espressione di una società che si è trasformata in senso multiculturale e non si possono separare dalle altre attività culturali: ci sarebbe un impoverimento reciproco.

L’Istituto di scienze dell’uomo, la Casa della pace, la scuola di lingua e le attività con e per migranti, lo spazio per le associazioni culturali vanno irrinunciabilmente tenute assieme.

5) le iniziative promosse in questi anni rappresentano quanto di più innovativo in campo culturale la nostra città abbia prodotto. Lungo sarebbe l’elenco degli eventi realizzati; quelli più importanti fatti in collaborazione con la stessa Amministrazione Comunale sono l’incontro con Luisa Morgantini, vicepresidente del Parlamento Europeo, l’israeliana Nurit Peled, premio Sakarov per i diritti umani del Parlamento Europeo e la palestinese Hannah Abu Qtesh, ricevute dallo stesso Presidente del Consiglio Comunale, Franco Battiato che inaugura la prima ed unica mostra sul Sufismo in collaborazione con il Museo degli Sguardi, la mostra fotografica di Isabella Balena sull’Irak, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura. E’ quindi evidente che la Casa della Pace non rappresenta un’ anomalia nell’ambito degli spazi destinati da questa città alla cultura, che deve essere rimossa ed emarginata: noi crediamo anzi che questa Amministrazione dovrebbe valorizzarla, inserendola ancora più organicamente nel complesso delle proprie istituzioni culturali. Queste ultime sono troppo spesso ripiegate su sé stesse in una sorta di narcisismo culturale, che impedisce loro di vedere ciò che di nuovo nasce nella città. La tutela del patrimonio culturale di questa città non può esaurirsi nella salvaguardia della vestigia del passato, pure importante, ma passa anche attraverso la valorizzazione delle esperienze culturali vive che in essa si producono:

da questo punto di vista ciò che in questi anni si è verificato lungo la via Tonini rappresenta un laboratorio di urbanistica sociale di estremo interesse caratterizzato dall’incontro delle diversità, del passato e del presente, della cultura mussale con la cultura prodotta dai cittadini ( riminesi e provenienti da altri paesi) in forma associata e aperta; ed è interessante notarecome questa vocazione all’incontro e alla prossimità della diversità sia stata coltae promossa anche dalle stesse iniziative commerciali presenti in loco, che vanno dalla cucina greca a quella italiana tradizionale e non, dall’equo-solidale all’antico Canevone veneziano.Per tutto questo rivendichiamo uno spazio adeguato e decoroso all’interno degli spazi che l’ Amministrazione Comunale ha destinato alle attività culturali, spazi che rappresentano “beni comuni”che appartengono alla comunità e da questa debbono essere fruiti.

Alla luce di quanto espresso le associazioni su menzionate chiedono un incontro con il Sindaco del Comune di Rimini e con l’Assessore competente.

Per adesioni: coordinamentocasadellapace@gmail.com